Frammenti di vita vissuta.

Anche stasera il mio blog assume una sfumatura autobiografica, personalmente molto gradita.

Pochi giorni fa sono infatti ritornato, dopo alcuni mesi, nel mio negozietto di musica preferito, alla ricerca della pace dei sensi, ma anche di qualche bel vinile (cosa che non guasta mai).

Dico “pace dei sensi” perché questo piccolo ed angusto luogo, situato su una delle due rive del Naviglio Grande, costituisce da qualche anno il mio rifugio personale, in cui mi rintano quando ho veramente bisogno di staccare la spina e creare un distacco netto  dalla vita di tutti i giorni.

Nulla è in grado di purificare la mia anima come la completa immersione in un luogo che traspira Musica da tutti i suoi pori.

Il negozio, pur non essendo grandissimo come detto, è molto ben fornito, non solo di vinili, ma anche di CD e (udite udite) musicassette.

Capite bene che per una persona che fa della Musica una delle proprie ragioni di vita tutto questo va a rappresentare un’esperienza che rasenta il mistico.

Cerco di delineare e caratterizzare in poche righe l’atmosfera che si respira in questo ambiente, anche se nulla può superare la fruizione diretta.

Si parla di qualcosa che, ad esclusione del gusto, coinvolge tutti i sensi.

Coinvolge per prima cosa l’olfatto, perché non appena entrati si viene letteralmente investiti dal profumo dei vinili: molti di quelli presenti in esposizione, tra l’altro, sono usati, quindi sanno di vita vissuta, trasudano passione ed emozioni.

Coinvolge il tatto, dato che non si decide di varcare la soglia di questo negozio per guardarsi i piedi o guardare il soffitto, ma per scartabellare tra i vinili, sporcandosi le mani e saggiando con le dita la consistenza e le immagini in rilievo delle copertine.

Coinvolge anche l’udito, perché ovviamente ci sono delle casse negli angoli, che diffondono musica blues e rock (da paura) per tutto il tempo, che si mescola con il fruscio dei vinili e crea un effetto indescrivibile a parole.

Da ultimo, ma non meno importante, coinvolge anche la vista: tutti i più grandi rocker della storia, infatti, sono lì a guardarti dalle pareti, in un tripudio di poster, fotografie, locandine di concerti.

Dalle osservazioni di cui sopra, risulta evidente che il Massi che esce dal negozio è profondamente diverso da quello che vi entra: non per tirare in ballo immagini bibliche, ma si può dire che il mio volto appaia “trasfigurato”.

C’è poi un’ultima componente, più nostalgica delle altre: come detto all’inizio dell’articolo, oltre ai vinili ed ai CD, ci sono anche le musicassette.

Le musicassette. Proprio attraverso una di loro, rubata ai miei fratelli che l’avevano già consumata, ho conosciuto il Rock con la R maiuscola.

Me lo ricordo come se fosse ieri: si trattava di un “Greatest” dei Guns ‘n Roses, band tra le più grandi della storia, che per ovvi motivi mi è poi rimasta nel cuore.

Quando sono un po’ teso, un po’ stanco, un po’ pressato dalle cose della vita, una sola è quindi la meta se voglio rinascere.

Penso che passare qualche ora (perché nel mo caso di tratta spesso di ore) all’interno di un ambiente del genere sia una delle esperienze più qualificanti per chiunque si consideri un vero amante della Musica, seconda forse solo al concerto live.

Da provare insomma, spesso e volentieri.

 

 

 

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