Rage Against the Machine

Stasera vorrei scrivere qualche riga su un gruppo apparentemente distante da quanto ascolto solitamente, i “Rage Against the Machine”.

Le realtà è che invece che mi hanno sempre affascinato ed intrigato, prettamente per due motivi, uno musicale ed uno caratteriale.

Il primo motivo è legato al particolare sound che sono riusciti a creare, attribuibile per gran parte all’abilità chitarristica di Tom Morello: distorsione, spigolosità e riverbero ne sono le caratteristiche principali e costituiscono un mix potenzialmente letale per i sensi dell’ascoltatore.

Non esistono linearità e morbidezza melodica, non esistono angoli smussati, non esistono momenti di tregua: l’architrave della musica di questa band è costituita dalla costante provocazione sonora, dalla disgregazione degli schemi tradizionali.

Raramente si trovano passaggi in cui il suono è pulito, ed armonico: prevalgono invece i passaggi grezzi, sporchi, il cui eco si propaga all’infinito e si va a sovrapporre con quanto presente nelle battute successive.

Una melodia corrosiva per dei testi corrosivi: questo porta al mio secondo motivo di attrazione per il gruppo.

Ho sempre considerato i RATM una band di grandissima personalità, che ha sempre avuto il coraggio di rendere le proprie canzoni un atto di denuncia contro le brutture di questo mondo e dei sistemi che lo governano.

I testi sono intrisi di risentimento, astio, ribellione, la parole sono veleno sputato sui volti dei colpevoli, per i quali non c’è possibilità di redenzione. Ogni pezzo è un invito a risvegliarsi, a togliersi i paraocchi ed a vedere le cose con spirito critico, qualcosa che ha il compito di stimolare le coscienze individuali ed un pensiero realmente libero da vincoli e sovrastrutture.

Difficile è dunque non restare affascinati da tutto questo, non sentirsi trascinati da questa energia straripante, che tocca gli istinti più primordiali, generando spirito di rivalsa e voglia di lottare per quello in cui si crede.

La musica e le parole in questo caso si fanno portatrici di un messaggio estremamente concreto, fatto di qui ed ora, rude e diretto. Rabbia e risentimento trovano compiutamente la loro espressione.

Come dice il celebre proverbio, “Ne ferisce più la lingua della spada”.

 

 

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