Effetto Guns!

Oggi 22 gennaio è il compleanno di Steven Adler, famoso per essere stato il primo vero batterista di una delle più sensazionali band che la storia della musica abbia mai conosciuto, i Guns ‘n Roses.

Questo magico gruppo occupa un posto speciale nel mio cuore, poiché mi ha fatto conoscere il vero spirito rock: quando li ho scoperti attraverso una vecchia e consunta cassetta dei miei due fratelli maggiori, la domanda che mi è sorta spontaneamente è stata “Ma io cosa ho ascoltato finora?”

Le mie orecchie sono state investite da una scarica di note che ha travolto la mia anima, lasciandola incredula ed impotente di fronte ad una dimostrazione di talento che ha avuto pochi eguali sia prima che, soprattutto, dopo.

La band incarnava in sé tutto quello che di cui il rock ‘n roll vuole farsi portatore: un’ondata di amore e passione, resa disponibile attraverso il sudore ed il sangue del palcoscenico.

Molti descrivono i Guns come l’ultima vera band rock e credo che questo giudizio non si discosti poi molto dalla realtà.

Ogni componente emanava un’aurea di sensualità e follia che costituiva un mix perfetto ed infinitamente corroborante per lo spirito: ritengo che sia stata proprio questa la chiave del folgorante successo del gruppo, perché tutti noi, anche se magari non vogliamo ammetterlo, siamo un po’ attratti dalle persone che se ne fregano delle regole e si comportano seguendo il proprio istinto animale. Significativo in questo senso è il titolo del loro album di maggior successo, “Appetite for destruction”, datato 1987.

Nonostante siano universalmente riconosciuti ed osannati per i pezzi più potenti, veloci e ritmati, hanno saputo comporre delle straordinarie ballate, canzoni puramente d’amore in grado di scandagliare l’animo e rivelare i più nascosti sentimenti di ciascuno: un esempio su tutti è “Patience”, ma l’elenco sarebbe piuttosto lungo.

Si tende ad esaltare, anche giustamente, la sensualità e la vocalità di Axl, la padronanza dello strumento di Slash, la versatilità ritmica di Duff, ma senza l’apporto melodico e compositivo di Izzy le canzoni non avrebbero avuto lo stesso impatto e la stessa forza.

Nel mio cuore ci sarà sempre un posto per i Guns ‘n Roses, la band che mi ha svezzato nel mio percorso di conoscenza del rock.

Probabilmente ne sono stato intrigato perché rappresentavano un’essenza molto diversa dalla mia, costringendomi ad abbandonare la pacatezza e la riflessività insite nel mio carattere per sposare la causa della follia e dell’istinto.

Oggi il mio più sentito ringraziamento va dunque ad Axl, Slash, Duff, Izzy e Steven.

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